
Aggiornato:
23 GIU, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Negli ultimi mesi, il prezzo dell'oro ha visto una crescita significativa, alimentata da una serie di fattori geopolitici, economici e finanziari. Diversi esperti del settore offrono spiegazioni diverse, ma tutte convergono su un punto: il metallo giallo sta tornando a essere un asset fondamentale per la diversificazione delle risorse e la protezione dai rischi economici globali. In questo articolo, esploreremo le ragioni di questo aumento e vedremo perché l'oro rappresenta una scelta strategica per gli investitori con gli esperti di Carmignac, Ofi Invest e UBP.

Le ragioni per guardare con ottimismo al mercato dell’oro sono molteplici e la prima riguarda la trasformazione dell’approccio degli investitori asiatici e, soprattutto, cinesi. Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina nel marzo del 2022, i paesi occidentali hanno deciso di congelare gli asset in dollari di Mosca.
Ciò ha fatto sì che il USD improvvisamente non fosse più un “safe haven” e ha spinto il Dragone a dirottare i suoi investimenti sull’oro. Ciò è dimostrato dagli afflussi che da allora hanno registrato gli ETF collegati, che negli ultimi anni sono cresciuti costantemente. È vero che il mercato immobiliare allora versava in condizioni peggiori di quelle attuali, e ciò ha spinto ancora di più gli investitori verso il metallo giallo, ma quell’interesse oggi non sembra essersi affievolito, anche alla luce del fatto che pochi mesi fa l’autorità centrale ha concesso alle banche commerciali la possibilità di importarne di più. Inoltre, il permesso di acquistarne è stato esteso anche le compagnie assicurative, dopo che era stato loro impedito a causa dei bassi livelli di offerta, le quali dovrebbero procedere a investirvi a partire dalla seconda metà dell’anno.
Anche le banche centrali sono state un grande supporto per la crescita dell’oro, dato che per tre anni sono state acquirenti attive e che hanno dichiarato la loro intenzione di accrescere le loro allocazioni anche in quelli a venire. Le ragioni dietro queste scelte riguardano soprattutto l’assenza di un rischio di controparte e il fatto che i tassi d’interesse reali dovrebbero mantenersi bassi per un periodo di tempo piuttosto lungo e questo è un punto su cui un istituto di credito centrale è piuttosto attendibile.
Tuttavia, il fattore che più spinge noi di Ofi Invest AM verso un’esposizione all’oro è l’elevato livello di indebitamento delle maggiori economie mondiali. Un’altra delle ragioni per cui i tassi d’interesse resteranno bassi è anche per consentire ai governi di mantenere il fardello del debito pubblico sotto controllo; basta pensare che oggi gli Stati Uniti spendono in interessi sul debito l’equivalente di circa il 5% del Pil nazionale. Essendo un asset che non corrisponde rendimenti e il cui prezzo diviene noto solo all’atto di vendita, l’oro è quindi particolarmente adatto in contesti come quello odierno. Inoltre, se le politiche commerciali di Trump dovessero generare una diffusa perdita di fiducia verso la capacità degli Usa di ripagare i propri debiti, il prezzo del metallo giallo potrebbe salire anche in concomitanza con un aumento dei tassi.
Infine, in un orizzonte temporale più breve, è importante notare che le posizioni aperte su futures ed ETF sono ancora ben al di sotto dei massimi registrati, il che significa che il mercato non è del tutto saturo e che c'è ancora margine di crescita per l'oro e anche per altri metalli preziosi.

Nel mondo antico, Khrysos era il dio greco dell’oro, ma non solo. Nel mondo odierno, l’oro è un bene rifugio in tempi di crisi, e molto di più.
Oltre al suo ruolo tradizionale di bene rifugio, della protezione contro l’inflazione e dei vantaggi in termini di diversificazione di questa asset class, l’erosione dello status del dollaro come valuta di riserva globale — in assenza di un’alternativa credibile tra le valute fiat — implica un parziale ritorno all’oro (e ad altre materie prime) come asset di riserva ufficiali.
In mancanza di valide alternative tra le altre valute fiat, stiamo assistendo a un ritorno da parte delle banche centrali all’oro, il cui peso è aumentato dal 14% al 22% delle riserve ufficiali dopo il congelamento delle riserve russe nel 2022. L’oro è così diventato la seconda valuta di riserva al mondo dopo il dollaro statunitense, superando l’euro.
Anche il settore privato ha aumentato la propria esposizione all’oro. Tuttavia, a differenza del settore pubblico, gli investitori privati cercano anche di proteggersi dal rischio di confisca da parte del proprio Stato. Per questo motivo si stanno orientando verso un asset non confiscabile, completamente integrato nei sistemi di pagamento delle principali valute convertibili, e privi di rischio sovrano: le criptovalute a offerta fissa.
L'ordine monetario internazionale si sta dunque biforcando. Queste tendenze riflettono il passaggio da un sistema unipolare basato su regole a un regime multipolare più anarchico. Tendenze che, di per sé, alimenteranno instabilità.
La corsa degli Stati sovrani all’accumulo di “assicurazioni” geopolitiche attraverso la competizione per uno stock finito di asset, come le materie prime, alimenterà le tensioni internazionali. La commerciabilità delle riserve ufficiali e la crescente adozione delle criptovalute da parte del settore privato ridurranno la domanda di titoli di Stato, rendendo le traiettorie del debito pubblico ancora più rischiose, in un circolo vizioso autoalimentato. Tanto più che l’oro è un asset non produttivo, che non genera rendimenti economici e, se sovrautilizzato, potrebbe comprimere la crescita nel lungo periodo.
Queste trasformazioni del sistema monetario globale contribuiranno così al passaggio verso un regime di dominio fiscale, in cui le banche centrali saranno costrette a monetizzare debiti pubblici insostenibili, al prezzo di inflazione e repressione finanziaria. Un contesto che torna a essere favorevole alla “reliquia barbarica”.

Abbiamo una posizione molto costruttiva sull'oro, che dovrebbe salire verso i circa 4.000 dollari l'oncia nel 2026. Le nostre previsioni di un aumento dei prezzi riflettono diversi fattori:
Dal 2020, i prezzi dell'oro sono più che raddoppiati, una conseguenza dei livelli più elevati dell’inflazione post-pandemia dovuti ai cambiamenti nella catena di approvvigionamento e all’irrigidimento dei mercati del lavoro in tutto il mondo. Anche gli acquisti di oro fisico da parte delle banche centrali hanno contribuito in modo significativo all'aumento del prezzo del metallo giallo, soprattutto dopo l'inizio della guerra tra Ucraina e Russia nel 2022. Il World Gold Council ritiene che i prezzi siano almeno del 15% più alti a causa della domanda delle banche centrali. Riteniamo che le banche centrali continueranno ad acquistare quantità significative di oro nel prossimo decennio, alla ricerca di asset alternativi per le loro riserve valutarie.
Gli eventi in Medio Oriente e in Ucraina dimostrano che il mondo è entrato in una fase geopolitica completamente nuova, come dimostra il graduale ritiro degli Stati Uniti dal loro ruolo di gendarme mondiale. Ciò significa che possiamo aspettarci conflitti sempre più frequenti, con conseguenti rischi al rialzo per l'oro. Il “Big Beautiful Bill” del presidente Trump ha portato a un aumento dei rendimenti sul debito statunitense, il che significa che i mercati ora chiedono una compensazione extra per l'acquisto e il possesso di obbligazioni USA. La spesa aggressiva in deficit manterrà l'inflazione elevata, il che è molto positivo per i prezzi dell'oro. Notiamo che il rapporto debito/PIL dei mercati sviluppati è incredibilmente elevato, e questo rende l'oro un asset sempre più interessante dal punto di vista della diversificazione del rischio.
Infine, qualsiasi mossa verso un riassetto monetario – come gli Accordi del Plaza del 1985 – comporterà significativi rischi al rialzo per l'oro. Riteniamo che il dollaro continuerà probabilmente il suo recente trend di deprezzamento, il che dovrebbe incrementare i rischi al rialzo per il metallo giallo. In conclusione, il mercato rialzista secolare dell'oro è destinato a continuare nei prossimi anni ed è un buon momento per investire in oro.